Bonus mobili, iva al 10, iva al 4 - Guida agli incentivi 2024 per arredare casa

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Anche per l'anno 2024 sono state confermate una serie di agevolazioni fiscali che vi aiuteranno a contenere i costi della ristrutturazione di casa! Gli incentivi per la ristrutturazione possono aiutarti a risparmiare notevolmente sui tuoi prossimi acquisti, permettendoti di poter arredare la tua casa nel migliore dei modi.

Ecco una lista completa degli incentivi a cui puoi accedere per l’acquisto di arredi.

1- Bonus mobili 2024

Il bonus mobili consiste in una detrazione del 50% sull'imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) applicabile sulla spesa di mobili e grandi elettrodomestici, che sono stati acquistati nel contesto di interventi di ristrutturazione. L’agevolazione è stata prorogata dalla legge di bilancio 2023 (legge n. 234/2021, articolo 1, comma 37) per le spese sostenute negli anni 2023 e 2024 per acquistare mobili e grandi elettrodomestici a partire dalle seguenti classi energetiche:

  • classe A per i forni, 
  • classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, 
  • classe F per i frigoriferi e i congelatori.

La detrazione è si applica su una cifra massima di 5.000€, divisa in 10 quote annuali (ognuna di uguale valore).

Requisiti per poter usufruire del Bonus Mobili 2024

Si ha diritto all'agevolazione per acquisti effettuati entro il 31 dicembre 2024 e può essere richiesta solo da chi ha aperto una pratica di ristrutturazione edilizia a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente a quello dell’acquisto dei beni.

La data di inizio lavori di ristrutturazione si può provare mediante:

  • eventuali abilitazioni amministrative o comunicazioni richieste dalle norme edilizie,  
  • comunicazione preventiva all’Asl (indicante la data di inizio dei lavori), se obbligatoria,  
  • oppure, per lavori per i quali non siano necessarie comunicazioni o titoli abitativi, con una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (articolo 47 del Dpr 445/2000).

Un grande vantaggio per coloro che eseguono lavori di ristrutturazione su più unità immobiliari è che avranno diritto al beneficio più volte. 

L’importo massimo di spesa va riferito a ciascuna unità abitativa oggetto di ristrutturazione.

Interventi edilizi per i quali si può richiedere il Bonus Mobili 2024

Per ottenere il bonus mobili per l'appartamento, sono ammissibili gli interventi edilizi seguenti:

  • Manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione  edilizia su singoli appartamenti. È importante notare che i lavori di manutenzione ordinaria svolti su singoli appartamenti, come la tinteggiatura di pareti e soffitti, la sostituzione di pavimenti, infissi esterni o il rifacimento di intonaci interni, non sono idonei per ricevere il bonus.
  • Ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi, a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza.
  • Restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, che coinvolgono interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie a patto che l'immobile venga venduto o assegnato entro 18 mesi dalla conclusione dei lavori.
  • Manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su parti comuni di edifici residenziali.

Per ottenere il bonus mobili per le parti condominiali, sono necessari interventi di:

  • Manutenzione ordinaria e straordinaria
  • Ristrutturazione, restauro e risanamento conservativo

Ricordiamo che il bonus mobili non si applica alla manutenzione ordinaria dell'appartamento, come la tinteggiatura di pareti e soffitti, la sostituzione di pavimenti, infissi esterni o sanitari, e il rifacimento di intonaci.

Per quali beni si applica il Bonus Mobili 2024

La detrazione è valida per gli acquisti fatti fino al 31 dicembre 2024.

Comprende i mobili e gli elettrodomestici nuovi di classe energetica a partire dalla A per i forni ed E per le lavatrici, lavasciugatrici e lavastoiglie. 

La detrazione del 50% del bonus mobili interessa diversi articoli per l’arredamento della camera da letto e per il resto della casa: materassi, armadi, cassettiere, comodini, arredo bagno e anche l’illuminazione quando è necessaria per il completamento dell’arredo.

Non sono rientrano nel bonus mobili gli acquisti di porte, di pavimentazioni, di tende e tendaggi, nonché di altri complementi di arredo. Per le porte si può tuttavia usufruire degli incentivi per l'efficientamento energetico che consentono l'applicazione di iva al 10 o 4%.

Nell’ambito condominiale è usufruibile per l’arredamento degli spazi comuni e dell’appartamento del portiere.

Il bonus è applicabile anche se i beni acquistati sono destinati ad un ambiente diverso da quello in ristrutturazione, purché sia nella medesima abitazione.

Documenti e modalità di pagamento

Per poter accedere al bonus mobili devi presentare in Comune una pratica edilizia (CILA, SCIA e permesso di costruire). Questa dovrà poi essere approvata da un tecnico prima dell’inizio dei lavori.

I lavori di ristrutturazione edilizia devono quindi essere iniziati prima della data di acquisto dei mobili, altrimenti non si può beneficiare di questo bonus ristrutturazione.

Per attestare la data di inizio lavori sarà sufficiente l’abilitazione amministrativa o una comunicazione effettuata alla Asl. Per i lavori che non comportano obblighi preventivi, come eventuali abilitazioni amministrative o comunicazioni richieste dalle norme edilizie, si può accedere comunque al Bonus Mobili compilando una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (articolo 47 del Dpr 445/2000).

Una volta accertato che hai la possibilità di accedere al bonus mobili, dovrai anche effettuare il pagamento dei mobili o degli elettrodomestici seguendo una del le modalità sottoindicate.

E’ possibile pagare per mezzo di: carta di credito, carta di debito, bonifico bancario o postale.
Non si deve necessariamente utilizzare il bonifico soggetto a ritenuta secondo la circolare n.7/2016, anche se è comunque consigliabile per rendere più semplici le pratiche di accesso alla detrazione.

Non sono ammessi pagamenti con contanti, assegni o altre modalità di pagamento.

Dovrai conservare per 10 anni i seguenti documenti: 

1. l’attestazione del pagamento:

  • ricevuta del bonifico o di avvenuta transazione, 
  • documentazione di addebito sul conto corrente nel caso di pagamenti con carta di credito o di debito

2. le fatture di acquisto dei beni, riportanti la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti.

Tutte le informazioni sull’invio della comunicazione sono disponibili sul sito dell’Enea, alla pagina dedicata al “Bonus casa”. La mancata o tardiva trasmissione non implica, tuttavia, la perdita del diritto alle detrazioni (risoluzione n. 46/E del 18 aprile 2019)

Inoltre puoi trovare maggiori informazioni sempre aggiornate sul sito ufficiale dell'agenzia delle entrate.

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2- Quando si applica l’Iva al 10%

L’iva al 10% è una delle agevolazioni fiscali usufruibili durante un’operazione di manutenzione, ordinaria o straordinaria, un recupero del patrimonio edilizio e una ristrutturazione di un’abitazione privata.

Questa è una agevolazione che si può usare per l’acquisto delle nostre porte scorrevoli shoji, vediamo come.

In quali casi si applica l’iva agevolata al 10%

È applicabile per i cosiddetti beni finiti, ovvero quelli che nel complesso della casa conservano la loro individualità(l’elenco dei beni è stilato nel decreto 29 dicembre 1999). Tra questi ci sono ad esempio: opere che consentono il risparmio energetico, ascensori, sanitari, impianti di sicurezza ecc.

L’iva al 10% è usufruibile anche sulla sostituzione o sulla nuova installazione di porte e degli infissi. Per poterne usufruire in caso di sostituzione è necessario però che la porta interna o esterna sia di materiale o grandezza diversa rispetto a quella precedente.

l’installazione di una parete scorrevole shoji è a tutti gli effetti un’installazione di una nuova porta, rientra quindi nell’elenco dei lavori per i quali è applicabile l’iva al 10%.

Documentazione da presentare

I documenti richiesti sono l’autocertificazione e la copia valida del permesso di costruire.


3- Quando si applica l’iva al 4%

L’iva al 4% è un’agevolazione fiscale applicabile per la costruzione o la ristrutturazione (solo per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria) della prima casa.
Si può richiedere anche per i lavori di ampliamento di una abitazione già esistente o in costruzione a condizione che i lavori non richiedano una modifica al catasto.

Nel caso in cui tu stia ristrutturando la tua prima casa puoi usufruire dell’iva al 4% anche per l’installazione di infissi. Questa agevolazione si applica quindi anche sull’acquisto delle nostre porte scorrevoli.

Requisiti per poter usufruire dell’iva agevolata al 4%

Per poter usufruire dell’iva agevolata al 4% non si può essere proprietari di più abitazioni.
È necessario avere la residenza nello stesso Comune in cui si ha comprato o fatto dei lavori entro 18 mesi.

Nell’atto di acquisto deve essere dichiarato che tu non sia titolare (nemmeno per usufrutto o nuda proprietà) di un altro immobile. Nel caso tu possegga un’altra casa puoi richiedere l’agevolazione solo se venderai quest’ultima entro un anno.

L’agevolazione è applicabile se l’edificio non rientra nelle categorie catastali A1,A8 e A9, non devono quindi essere immobili di lusso.

Documentazione da presentare

La documentazione necessaria è la seguente:
- Il modulo di dichiarazione IVA agevolata 4% ‘COSTRUZIONE PRIMA CASA’;
- Copia della concessione edilizia;
- Copia dell’atto preliminare (in conto lavorazione).

Novità sull’iva agevolata al 4% nel 2020

Con la Legge di Bilancio 2020 sono state ampliate le casistiche in cui viene concessa l’agevolazione fiscale dell’iva al 4%. Ad esempio:

-E’ possibile richiedere l’agevolazione nel caso di acquisto di un secondo immobile adiacente al primo, con il fine di ampliamento.
-Se la propria abitazione è stata resa inagibile dal terremoto, è possibile fare domanda per l’agevolazione anche sulla seconda casa.

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